Non una linea retta
Dalla Sardegna all’Austria, passando per lavori, incontri e domande diverse. Il mio percorso non ha seguito una direzione precisa, ma ogni esperienza mi ha insegnato qualcosa sul modo in cui ascolto, osservo e costruisco.
C’è una fotografia di me in Sardegna, scattata nel 2000. Avevo due anni e di quel momento non posso avere un vero ricordo. Eppure, quando la guardo, riconosco qualcosa che sento ancora profondamente mio: la curiosità.
Forse è inevitabile attribuire al passato un significato che riusciamo a comprendere soltanto dopo. Ma mi piace pensare che il filo del mio percorso sia iniziato proprio lì, prima ancora che potessi accorgermene: nel desiderio di osservare, avvicinarmi alle cose e provare a capirle.
Oggi vivo a Vienna. Tra quella fotografia e la persona che sono diventato non c’è una linea retta. Ci sono luoghi diversi, lavori apparentemente lontani tra loro, cambiamenti, tentativi e molte domande. Alcune hanno trovato una risposta; altre continuano ad accompagnarmi.
In questo percorso devo moltissimo alle persone che, in momenti e modi diversi, hanno camminato al mio fianco. Alcune continuano a farlo ancora oggi, magari da lontano, attraverso una parola, un messaggio o quella piccola spinta capace di arrivare proprio quando ne ho bisogno.
Sono profondamente grato a Mario. Con i racconti dei suoi viaggi ha acceso in me il desiderio di lasciare la Sardegna, non per necessità né per fuggire, ma per curiosità. L’idea di partire mi aveva sempre affascinato e, allo stesso tempo, spaventato.
Vivere in Sardegna presenta vantaggi e limiti, come probabilmente accade su ogni isola. Tra questi ultimi, almeno per me, c’era la sensazione di trovarmi dentro una bolla: gli stessi luoghi, le stesse abitudini, una mentalità talvolta poco aperta al cambiamento. Quella dimensione protetta poteva anche rappresentare un valore, ma la mia curiosità continuava a crescere. Sentivo una fame sempre più intensa di esperienze, persone e storie nuove.
Ringrazio anche Marta, che ha aperto davanti a me una possibilità alla quale non avevo mai pensato: partire come ragazzo alla pari. Quella scelta mi ha portato a Bregenz e si è trasformata in un’esperienza bellissima. Sono ancora profondamente grato alla famiglia che mi ha accolto e a tutto ciò che quel periodo mi ha insegnato.
Marta è una persona speciale: brillante, sensibile e sempre presente. Anche nei momenti in cui ero io a farmi distante, riusciva a riapparire con un messaggio che sembrava arrivare esattamente al momento giusto. Parole semplici, forse, ma capaci di sostenermi e di aiutarmi emotivamente quando ne avevo più bisogno.
Un’altra persona fondamentale è Riccardo. Credo sia una delle persone più intelligenti che abbia mai conosciuto: un talento straordinario nella programmazione, geniale e sempre capace di leggere ciò che accade con lucidità. Ci siamo conosciuti a Vienna quattro anni fa e, da allora, è diventato una presenza essenziale nella mia crescita, non soltanto professionale.
Sono sempre stato una persona che, in qualche modo, ha avuto bisogno di una piccola spinta per trovare il coraggio di muoversi. Riccardo ha saputo darmela molte volte. C’è stato, e continua a esserci.
Naturalmente, in questi anni molte altre persone sono passate nella mia vita, così come io sono passato nella loro. Alcune sono rimaste, altre si sono allontanate per mille ragioni. Tutte, però, hanno contribuito a rendermi la persona che sono oggi.
Non dimentico nessuno. Anche se i percorsi ci hanno portato lontano, sappiate che vi penso. Credo che nessuno entri davvero per caso nella vita di un’altra persona. Ogni incontro lascia qualcosa: una possibilità, una domanda, un gesto di fiducia o un nuovo modo di osservare il mondo. Anche gli incontri più brevi o quelli terminati senza una vera spiegazione possono lasciare qualcosa dentro di noi. Condividere un tratto di strada con ciascuno di voi è stato un privilegio.
Forse crescere significa anche questo: riconoscere che non ci siamo costruiti da soli. Siamo il risultato delle strade che abbiamo scelto, ma anche delle persone che ci hanno incoraggiato a percorrerle quando non eravamo ancora certi di esserne capaci.
Questo spazio nasce proprio da qui: dal desiderio di fermarmi, osservare il percorso fatto e dare una forma alle domande che ancora mi accompagnano. Racconterò esperienze, incontri, tecnologia, lavoro e tutto ciò che continua ad alimentare la mia curiosità.
Non so ancora dove porterà questa strada, ma forse è proprio questo il punto: non è mai stata una linea retta.